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La “Settimana del Cervello”

Se non riesci a ricordare dove hai messo le chiavi, non pensare subito all’Alzheimer, inizia invece a preoccuparti se non riesci a ricordare a che cosa servono”
Rita Levi-Montalcini.

cervelloL’Alzheimer è una malattia che attanaglia le generazioni più grandi sconvolgendo la vita non solo del malato ma anche delle famiglie, mettendone a repentaglio le relazioni.

Dinanzi agli effetti devastanti che inducono il paziente a perdere il proprio Io prima che il corpo muoia è necessario, per gli operatori coinvolti nel settore sociale e sanitario, dotare la “cassetta degli attrezzi” di nuove modalità di intervento più relazionali e meno razionali.

Presso il laboratorio Cartesio del ’’IISS “Nicola Garrone” di Barletta, lo scorso 12 Marzo 2018 le classi IV e V B di Canosa e la IV C di Barletta, in occasione della “Settimana del cervello” promossa dall’associazione Alzheimer Italia, hanno incontrato le dott.sse Rossella Damico e Maria Roberta Capasso del centro di ascolto ALBA di Barletta.

Lo scopo dell’iniziativa, in prossimità del progetto di alternanza scuola-lavoro, è stato quello di sensibilizzare i ragazzi ad approfondire la tematica dell’Alzheimer alla luce delle recenti scoperte e a sperimentare nuove forme di intervento volte a potenziare le capacità cognitive residue dei malati, per orientarli verso uno stile di vita meno patogeno e più rispettoso della dignità e dell’autonomia del malato, nella prospettiva di attuare interventi di supporto alla persona e alla famiglia e non di semplice assistenza e sostituzione.

Libera-Mente” è una metodologia che mira a promuovere l’equilibrio psico-fisico degli anziani attraverso percorsi e laboratori indirizzati all’apprendimento permanente e finalizzati al potenziamento e al consolidamento delle competenze cognitive (memoria, attenzione, linguaggio, ragionamento) ed anche al benessere fisico.

I ragazzi hanno potuto riflettere sui problemi cognitivi, psicologici e relazionali che mettono in crisi i malati di demenza e le famiglie ai primi campanelli di allarme e sulle modalità di approccio al problema: medico, legale, assistenziale, riabilitativo e rieducativo, nella piena consapevolezza che il “prendersi cura” dell’altro, inteso come presa in carico del paziente in modo sostenibile e responsabile, sia cosa ben diversa dalla semplice cura. Operare nel sociale comporta indossare l’abito dell’operatore di benessere, laddove il ruolo di quest’ultimo non va confuso con la mera ratifica dello “stare bene”, ma come la promozione di una “migliore esistenza”. Si può esistere bene solo se si affrontano le situazioni difficili e inaspettate della vita sviluppando nuove abilità. Seguendo i dettami di Edgard Morin si possono “Affrontare le situazioni complesse pensando in maniera complessa”.

Si ringrazia vivamente l’associazione Alba di Barletta, il Dirigente dell’Istituto Nicola Garrone Antonio Francesco Diviccaro, i docenti e gli alunni per l’impegno profuso e per la gentile collaborazione.