Navigazione veloce

Grande successo per l’evento LEGALMENTE

Si è svolto giovedì 12 aprile, presso l’auditorium del Centro Servizi Culturali di Canosa, l’evento LEGALMENTE, organizzato dall’I.I.S.S. “Garrone” con il patrocinio dell’Ente comunale.

Numerosa la partecipazione delle associazioni e delle istituzioni scolastiche del territorio.  All’uopo si ringraziano gli studenti e i docenti del Liceo Scientifico “Fermi”, dell’I.I.S.S. “Einaudi” e dell’Istituto Comprensivo “Foscolo-Lomanto”, la sezione Fidapa di Canosa di Puglia, la Cooperativa Sociale “Il Sorriso”, le forze dell’ordine, la Pro Loco e il consigliere regionale Francesco VENTOLA, unica figura istituzionale presente.

L’interesse che ha suscitato la tematica della legalità nei giovani e meno giovani accorsi all’appuntamento, il ritmo incalzante e la pregnanza degli interventi hanno caratterizzato la mattinata in cui si sono alternati momenti di ascolto rapito a fasi laboratoriali e agite sulla scena dagli studenti del “Garrone”. Il tutto è  stato incorniciato da due piacevoli momenti di convivialità, con la colazione di benvenuto e il break lunch conclusivo, che hanno ulteriormente allietato i convenuti. Grandi personalità come Romano DE GRAZIA, giudice e presidente emerito della Corte di Cassazione, don Aniello MANGANIELLO, parroco di Scampia, don Gianni MASSARO, vicario del Vescovo della Diocesi di Andria mons. Luigi MANSI, Patrizia Minerva, presidente del club per l’UNESCO di Canosa hanno parlato al cuore dei ragazzi. Sapiente la mediazione della giornalista Alba di Palo che ha modulato le sue parole per il giovane pubblico della comunità scolastica, sintetizzando, introducendo, interessando. Tante le implicazioni del tema venute alla luce e mai avulse dalla realtà quotidiana di tutti noi. È stato questo il pregio del dibattito: sottolineare sin dall’avvio che la legalità è la relazione e che non c’è legalità senza solidarietà. Pertanto, come ha puntualizzato il prof. Francesco Antonio DIVICCARO, Dirigente scolastico dell’Istituto Garrone, quando parliamo di legalità parliamo di cittadinanza e riscoprire il valore alto della cittadinanza è imparare a percorrere la via laica dei principi civili. Imprescindibile quindi lo studio attento della Costituzione, che è stata consegnata ai presenti al termine dei lavori. La cultura del rispetto, che si oppone alla logica del profitto, si concilia con la bellezza, si declina nella difesa della libertà, dell’uguaglianza, della fratellanza, passa attraverso i diritti più elementari: il diritto alla vita, all’ambiente sano, alla salute, il diritto all’alimentazione. Ci può essere libertà senza pancia piena? “Che la povertà non rubi il futuro ai giovani!!!” ha esortato il parroco di Scampia don Aniello Manganiello e, citando don Lorenzo Milani, ha efficacemente spronato allo studio e all’impegno scolastico dicendo: “ogni parola non imparata oggi è un calcio in culo domani”. Un incontro organizzato dai giovani per i giovani, lontano dagli astrattismi, fitto di produzioni multimediali realizzate dagli studenti che con l’ausilio delle nuove tecnologie hanno esplorato il loro territorio, per denunciare lo scarso rispetto per l’ambiente. E su questo hanno lavorato dedicandosi all’approfondimento di storie di ecomafia ma anche risalendo al primo ambiente che abitiamo, il nostro corpo, conducendo un esperimento sugli effetti nocivi del fumo. E parlando del cuore dell’uomo, dell’amore che si oppone all’odio della mafia, fino alla fine. Perché l’uomo, come l’albero che i ragazzi hanno allestito, possiede una chioma verde ma quest’ultima resta bruciata se intervengono corruzione, ingiustizia, criminalità, delinquenza, odio. Cosa resta dunque della giornata vissuta? Sicuramente l’approccio onnicomprensivo all’argomento mafia, l’attitudine alla responsabilità individuale, l’attenzione all’opinione dei cittadini, come è emerso dal sondaggio proposto da alcuni studenti alla cittadinanza. E, per concludere con le parole di don Gianni Massaro e del giudice De Grazia, resta la speranza, che ha due figli, l’indignazione e il coraggio: resta, dunque, la speranza di non restare a guardare ma vivere la vita con significato e bellezza.