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Dall’Eredità del 700 al Welfare del Futuro. Saper fare, saper amare.

L’IISS “N. Garrone” di Barletta nell’ambito delle attività di alternanza scuola lavoro dedicate alla classe 4 E ad indirizzo socio sanitario, ha effettuato nei giorni 12-13-14 aprile un viaggio a Milano alla scoperta di due straordinarie, nobilissime ed antiche istituzioni che rappresentano ancora oggi un fulgido esempio del  principio della responsabilità sociale: il PIO ALBERGO TRIVULZIO e CASA VERDI.

 “Delle mie opere, quella che mi piace di più è la Casa che ho fatto costruire a Milano per accogliervi i vecchi artisti di canto non favoriti dalla fortuna, o che non possedettero da giovani la virtù del risparmio. Poveri e cari compagni della mia vita!” Con queste parole il Maestro rispondeva ad un amico che si domandava quale fosse la sua l’opera  più bella.  La casa di riposo per artisti Giuseppe Verdi voluta dal grande maestro, fu costruita dall’architetto Camillo Boito (fratello del compositore Arrigo Boito). Nel 1888 Verdi aveva già fatto realizzare non lontano dalla sua tenuta di Villanova sull’Arda un ospedale attrezzato per la popolazione locale. L’anno successivo, egli diede inizio al proprio progetto filantropico, una casa di riposo per cantanti e musicisti che si trovassero in condizioni disagiate. La costruzione iniziò nel 1896, Verdi e la moglie Giuseppina incontrarono diverse volte l’architetto per rivedere insieme il progetto e migliorarlo sempre più. Nel 1895 Verdi fece testamento e stabilì che i proventi delle sue opere sarebbero serviti per pagare l’erezione della casa dopo la sua morte. La struttura venne completata nel 1899, ma Verdi per non apparire vanaglorioso non volle che alcun musicista vi mettesse piede. Casa Verdi ha accolto circa mille artisti negli ultimi anni della loro vita.

Il PIO ALBERGO TRIVULZIO si deve alla munificenza del Principe Tolomeo Trivulzio che volle assicurare nel 1767 agli anziani ed ammalati (vecchiaia e malattia andavano di pari passo) milanesi un ricovero ed un’assistenza. Ma già due secoli prima esisteva a Milano l’orfanotrofio dei MARTINITT E STELLINE, che si occupava dell’infanzia e del disagio minorile. I tre Enti vennero uniti nel periodo napoleonico ed ancora oggi sono simbolo di una città che non vuole restare indifferente di fronte alla sorte dei più deboli soprattutto se anziani e bambini. Oggi il pio albergo opera in quattro diverse sedi oltre a quella storica di via Trivulzio (sulla via per Baggio) in vari campi dell’assistenza e della riabilitazione quasi tutte afferenti l’età senile fra cui ricordiamo le aree cardiologica, oncologica, pneumologica, delle demenze, degli amputati, dello stato vegetativo; offre lavoro a 1500 dipendenti che si occupano attualmente di 1400 pazienti residenti; possiede un nucleo specializzato per la cura dell’Alzheimer con 60 posti letto e l’area occupata solo nella sede storica è di oltre 70.000 mq.

Ecco perché abbiamo voluto far conoscere ai nostri studenti queste due grandi realtà; grazie al viaggio sono entrati quindi a contatto con due strutture all’avanguardia sia per la storia che rappresentano sia per come hanno saputo stare al passo con i tempi ed interpretare le esigenze dei più deboli in un contesto sempre più variegato. Prendersi cura della persona garantendone la dignità attraverso la riabilitazione funzionale e il recupero della sua autonomia sociale e della sua capacità di relazionarsi con l’ambiente in cui vive, accompagnandola in un momento della sua vita, per rispondere in modo integrato ai suoi bisogni.

Questa la mission, la vision, i valori che abbiamo condiviso con le due strutture nel nostro viaggio grazie alla loro straordinaria accoglienza ed al nostro impegno.