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Il Garrone alla prima Biennale dei Licei Artistici

Giovedì 15 dicembre , nella splendida cornice di palazzo Venezia a Roma si è svolta l’inaugurazione della 1a Biennale  dei Licei artistici , promossa da ReNaLiArt, la rete nazionale dei Licei artistici , nell’ambito del progetto “Arte in cattedra” finanziato dalla Direzione generale  per gli ordinamenti scolastici del MIUR. La manifestazione è stata aperta da un convegno sul tema “Licei artistici e beni culturali” a cui hanno partecipato alcuni tra i più importanti esponenti del mondo scolastico.

Sono state esposte le opere degli studenti dei Licei artistici italiani e di molti studenti stranieri provenienti da diversi parti  del mondo. I lavori ispirati al tema del “gioco” sono stati selezionati da un Comitato Tecnico Scientifico e i migliori sono stati premiati al termine della conferenza. Il “Gioco” sin dalla notte dei tempi ha fatto parte dell’anima umana. Motivo di svago, di crescita, di socializzazione e curiosità: sono solo alcune  delle tante chiavi di lettura  della dimensione “ gioco” per cui la tematica si prestava a molteplici interpretazioni.

…e anche questa volta il Garrone ha fatto centro!

 Le opere di Francesco Dicuonzo e Gaia Paolillo sono state scelte per essere esposte nei saloni della mostra fino al 15 gennaio.

Se l’uomo è “completamente uomo” solo quando gioca, allora la vita stessa deve essere per l’uomo un gioco. Da questa riflessione nasce l’HOMOLUDICUS di Francesco Dicuonzo: un pannello in forex   ottenuto elaborando con il software Photoshop due fotografie che ritraggono l’autore. E’ un uomo diviso a  metà: il  supereroe e l’ uomo d’affari. Il visual è chiaro: ogni uomo pensando al gioco dimentica tutti gli stress della vita quotidiana, tornando in un mondo ideale fatto di immaginazione e fantasia. L’evasione attraverso mondi e realtà immaginarie aiuta l’uomo a rigenerarsi anche nello spirito, a ricercare, a riconoscere, per poter godere i momenti “giocosi” che la vita quotidiana ci propone e che talvolta non riconosciamo. L’”Homoludicus” vuole sicuramente rappresentare colui che ha la consapevolezza di tutto ciò e affronta la vita con  spirito giocoso

L’opera “Man at (Work) play” di Gaia Paolillo è un trittico realizzato con l’utilizzo di rete metallica, vernice e colori acrilici. I tre piani, collocati molto vicini  l’uno all’altro, danno  a chi guarda  la percezione di figure in movimento. Nell’opera, infatti, un uomo alla vista di un cavallo a dondolo ( idealizzazione del gioco)  non può fare a meno di avvicinarsi ed iniziare a giocare. Man mano che questi si avvicina, altri uomini incuriositi si apprestano a seguirlo. L’uomo giocando riscopre il bambino che è in sé e nello stesso tempo si relaziona con gli altri.

Creatività e  studio delle tecniche, opportunamente guidati dalla professionalità della docente di discipline grafiche prof.ssa Grazia Dileo,   hanno consentito a questi nostri studenti di raggiungere un risultato così importante. L’augurio è che possano raggiungere nella vita tanti altri successi professionali e personali.

Ad maiora !